sabato 15 agosto 2015

La versione inglese di "Toglietemi tutto ma non il subbuteo"

Si chiama "Subbuteo and nothing else", ed è la traduzione dall'italiano all'inglese del mio primo ebook, "Toglietemi tutto ma non il subbuteo". Disponibile in tutti gli store a 2,99 euro, il libro si rivolge a tutti gli appassionati del calcio da tavolo (e dell'Old Subbuteo) sparsi in giro per il mondo. Sperando di avere fatto cosa gradita, ringrazio la collega Carlotta Brusadelli per la traduzione professionale del testo.
Si tratta del terzo ebook pubblicato con la piattaforma Youcanprint.it, in attesa di dare alle stampe (cartacee e digitali) il romanzo d'esordio "Deathpoint", attualmente ancora in fase di revisione.

giovedì 2 luglio 2015

Quel che avviene dopo l'editing: rapporto fra sé e il proprio romanzo

Vivere un romanzo mentre prende forma è già qualcosa di sconvolgente; non ti fa dormire la notte, ti annebbia il cervello al punto che quando la tua convivente ti chiede se hai pagato la bolletta, tu pensi «sì, al personaggio X dovrei far fare quella cosa». Le conseguenze sono facilmente immaginabili...
Ancora peggio, però, è revisionare il testo con un editing in mano. Questa è la parte più delicata di tutto l'iter creativo che precede la pubblicazione; perché, di fatto, chiude il cerchio e una volta terminata non sarà possibile tornare indietro. Così ci si avventura a tagliare parti che non hanno mai pienamente convinto, a cambiare termini impropri, a controllare maiuscole, punteggiatura e sillabazione (per quanto quest'ultima faccia impazzire, a causa degli automatismi improvvisati di alcuni programmi di scrittura).
Nulla va lasciato al caso, e ci si deve munire di pazienza infinita. Nel mio caso, ho impiegato quasi un mese; un capitolo alla volta, e poi un altro ancora, fino a giungere a un buon compromesso. Infine la rilettura conclusiva, un controllo di coerenza fra gli elementi del romanzo, e la correzione di bozza.
Deathpoint” potrà essere un buon libro o no, piacere o meno; ai lettori la sentenza. Di una cosa, però, sono particolarmente orgoglioso: non è un testo improvvisato. Alla fine, da quando è nato come embrione nella mia testolina, a quando finirà in libreria e negli store, saranno trascorsi più di sette anni. Sei da quando, nel luglio 2009, terminai di redigere la prima bozza. La pazienza e la meticolosità (oltre alla capacità di resistere alla smania dello scrittore) sono doti che ho cercato di far crescere con il passare del tempo. Un po' mi sono sorpreso di me stesso, ma di fatto questo approccio si è sposato benissimo alla scelta del self publishing come via di pubblicazione. Non avendo un editore tradizionale alle spalle, ho cercato (e ancora cerco) di replicare gli stessi passaggi, circondandomi di persone valide e competenti, una sorta di staff “tutto mio”.
“Deathpoint” è cresciuto con me come fosse un figlio. A volte l'ho rimproverato, più spesso ha occupato i miei pensieri in modo piacevole. Il libro vedrà la luce a settembre. Basta aspettare ancora un po'. Io, intanto, penso al formato, al carattere e alla carta. Ennesimo passaggio obbligato verso il traguardo.

giovedì 11 giugno 2015

domenica 31 maggio 2015

Deathpoint: E poi venne l'uomo in bianco

Altro flash su uni dei personaggi del romanzo.

Deathpoint: E POI VENNE L'UOMO IN BIANCO: L'uomo in bianco non ha età, il tempo ne ha preservato lo spirito giovane e filantropo. Elegante e puntiglioso, viaggia a bordo di una L...

giovedì 21 maggio 2015

Subbadia: "Toglietemi tutto ma non il subbuteo" sul sito della Federazione

Il sito della Federazione italiana calcio tavolo ha parlato del mio ebook. Li ringrazio di cuore.

SUBBADIA: "TOGLIETEMI TUTTO MA NON IL SUBBUTEO" SUL SITO DEL...: Si torna a parlare in maniera "prepotente" di Toglietemi tutto ma non il subbuteo . L'ebook, che continua a regalare sodd...

lunedì 11 maggio 2015

Deathpoint: Piacere di conoscerti, Matt Porter

Proseguiamo nello scoprire qualcosa sui personaggi del romanzo Deathpoint, in uscita la prossima estate. Direttamente dal blog.

Deathpoint: PIACERE DI CONOSCERTI, MATT PORTER: Nato a Rochester, Minnesota, età fra i 55 e i 60 anni. Il fisico possente, racchiuso in una lunga coda bianca, racconta anche della sua inte...

sabato 9 maggio 2015

Refusi ed errori negli ebook, quando la negligenza scredita il lavoro

Negli ultimi tempi mi è capitato di leggere alcuni ebook pubblicati con il self publishing da autori esordienti. Perché in fondo è ciò che faccio anche io e vorrei continuare a fare.
Spesso le idee sono ottime, i libri sono godibili ma a rallentare tutto sono i numerosi refusi e - ahinoi - errori grammaticali e ortografici che chi vuole "sentirsi" scrittore non dovrebbe concepire nemmeno sotto effetto di stupefacenti o minacciato di morte.
Purtroppo è il limite stesso del self publishing e già più di una volta, sui miei blog, è capitato che ne parlassi come di una piaga: l'omissione di controllo. I libri pubblicati senza un editore alle spalle necessitano di 101.425 riletture, una correzione di bozza eseguita da una persona esperta, un editing professionale. Al di là di uno-due refusi che rendono "umano" ogni libro (la perfezione è molto difficile), il resto non è accettabile. Per non parlare degli errori di pura grammatica. E non parlo di stile, no, quello è differente da un autore all'altro e in fondo è una continua ricerca verso la propria identità (e comunque verso un buon livello).
Ho deciso che smetterò istantaneamente di leggere un testo che presenti una frase del tipo "così Jack a voluto dire" oppure "qual'è il tuo nome?" o ancora "é certo che il cielo si sarebbe rabbuiato". Questi sono solo esempi, frutto di fantasia ma piuttosto chiari.
Non ci si sveglia la mattina e si pubblica un libro solo perché si ha la possibilità di farlo. No. Si lavora giorno dopo giorno per migliorarlo, per renderlo un prodotto di qualità, allo stesso modo in cui l'allevatore ingrassa il maiale per avere una buona mortadella. Il problema riguarda gli ebook in particolare. Così come le testate giornalistiche online, piene di refusi della serie «non rileggo perché devo uscire prima di tutti».
Il web è una risorsa preziosa, un mondo meraviglioso. Ma sta cambiando la lingua e la percezione degli italiani nei riguardi di essa. In peggio. Così ora si può accettare anche un libro (o un articolo) zeppo di errori e anzi, magari lo si premia persino con le stellette.
Senza un deciso cambio di rotta, il rischio concreto è di inficiare un'opportunità splendida come il self publishing, destinato in quel caso ad... autoscreditarsi.